lunedì 23 agosto 2010

POESIA: FESTA AFRICANA


Festa africana
birra e polenta
la vita è lenta
ai piedi della savana
La gente è contenta
sotto un sole banana
la notte è lontana
e profuma di curcuma e menta.
Festa di sera
sensi e sapori
la vita è a colori
nell'Africa nera
La gente è già fuori
sotto un cielo pantera
la notte è sincera
e profuma di erba e liquori.
Festa passata
sesso e samosa
la vita è curiosa
nella terra incantata
La gente riposa
sotto una palma seccata
vivrà alla giornata
e profumerà di ogni cosa.

venerdì 20 agosto 2010

IL GENOA SIAMO NOI (Freddie Beccioni)


"Sì, sono un genoano prima ancora che un cantautore. Essere tifoso del Genoa è la più grande conquista della mia vita. Perché come genoano so che non sarò mai un fallito. Sarà retorico, ma è quello che sento. Io ci soffro per certe cose. Forse sono io fatto male, ho un cuore piccino e bambino, mi emoziono tanto quando la canzone dice "gli angeli che fanno il tifo dal terzo piano della Nord". Lo so che non esiste il terzo piano, ma mi piace pensare che quando i ragazzi hanno scritto per Spagna che "vivere nei nostri cuori non è morire" io un po' ci credo, e penso ingenuamente che essere genoani voglia dire essere un po' speciali. Mi commuovo, penso ai fratelli lontani e a quelli che non ci sono più...
Poi mi faccio un tiro di boliviana, mi scolo mezzo Caroni, mi chiavo Mirjana (pagando, s'intende) e mi passa tutto. Per un po'." (Freddie Beccioni)

http://www.youtube.com/watch?v=0A9md6C64UM

martedì 17 agosto 2010

KOSSIGA


E' morto Cossiga.
Eventi come questo sono veri e propri terremoti.
Più che terremoti, Sismi.
(F.d.C.)

sabato 14 agosto 2010

SANT'ALFREDO E LO ZUCCOTTO


Domani, 15 agosto, il calendario cristiano suggerisce di ricordare il Santo Alfredo.
Trattasi di un ricchissimo uomo di chiesa tedesco che fece erigere monasteri, si fece più o meno i cazzi suoi e ci teneva ad essere ricordato e celebrato, tanto che (pagando cifre blu, s’intende) si garantì la santità ancora in vita, più o meno come riuscirà in qualche modo a fare Berlusconi.
Quand’ero bambino, la mamma (spinta probabilmente da sua madre, l’unica della famiglia che, pur bestemmiando come un cosacco, si recava in chiesa la domenica, o più probabilmente dalla passione per i dolci) festeggiava l’onomastico aggiungendo alla cena un dessert rinfrescante, dato che negli anni Settanta ad agosto faceva sempre caldo. Detto per inciso, io non amo i dolci.
Vado pazzo però per il gelato, quindi ringraziavo Alfredo da Hildesheim di essere nato a ferragosto.
Finchè non fui in grado di intendere, volere e uscire la sera, in tavola arrivava lo zuccotto con i canditi, semifreddo preferito di mia madre, che a me piaceva poco più delle interiora di struzzo e poco meno dello zucchero filato, che da bambino schifavo gentilmente.
L’altra particolarità della festa del santo sassone, è che avendo mio padre quasi sempre inviti a cena per ferragosto, feste di mare con fuochi d’artificio, sagre paesane, cene di vicini di roulotte, convivi di corregionali incontrati in vacanza, mi è sempre stato raccontato che Sant’Alfredo cadeva il 14 agosto, e si è sempre festeggiato di conseguenza.
Una celebrazione dimenticabile, ma tanta è a volte la nostalgia di quegli anni spensierati, verdi in cui il mondo viaggiava a velocità più umane, che questa sera, anzi domani sera, per la prima volta il 15 agosto, mi mangerei uno zuccotto.

lunedì 9 agosto 2010

IL PICCOLO MIRACOLO ROSSOBLU AFRICANO, I BIMBI INDOSSANO PER LA PRIMA VOLTA LA MAGLIA DEL GRIFONE!


Vi dobbiamo raccontare cosa succede quando la vita di un bambino africano si colora di rossoblù, perché una maglia e un pallone possono fare miracoli, a Malindi, in Kenya. Ventidue ragazzini di dodici, tredici anni. Un’esistenza agli inizi eppure già così piena di stenti, dormire per terra in capanne di fango sotto un tetto di palme secche, camminare ogni giorno per chilometri a piedi nudi per andare a scuola, nutrirsi di sola polenta e verdura col miraggio del riso e della carne nei giorni di festa. Botte, aids e fatalismo i migliori regali che possono ricevere dai genitori. Malaria, morsi di serpenti e colera quelli che il destino può aggiungere. A scuola ce la mettono tutta, perché hanno capito che studiare è l’unica speranza concreta di migliorare la propria condizione. Amano il calcio, sognano di diventare come Mariga, il connazionale che a sedici anni è emigrato in Scandinavia ed è arrivato a giocare nell’Inter campione d’Europa. La scuola calcio della Karibuni Onlus, con l’aiuto del Genoa Cfc, ne ha selezionati 22, quelli con i voti migliori. Ieri, finalmente hanno potuto indossare le gloriose casacche rossoblù, inviate in Kenya dalla Barabino & Partners. I loro volti timidi e rabbuiati si sono aperti in improvvisi squarci di sole; sorrisi spontanei con i quali hanno iniziato gli allenamenti agli ordini di mister Riccardo Botta, l’allenatore ligure che ha lasciato l’Italia per dedicarsi al calcio giovanile in Kenya, a questo progetto sociale che darà tante soddisfazioni. Eccoli: Karisa, Fahad, Mule, Swaleh, Baraka, Fati, Gitau, Kwakere e gli altri, che sgambettano e fanno stretching come i loro idoli della Serie A e della Premier League. Quando poi spunta il pallone, è festa grande. Le fatiche della settimana africana spariscono all’istante, i problemi familiari, la situazione al villaggio…il pallone cancella tutto per qualche ora. Grazie al Genoa Cfc e al sostegno a distanza dei piccoli giocatori, da parte di chi vorrà aderire al progetto, questi ragazzi potranno continuare a studiare in maniera completa e continua, vedranno migliorata la loro alimentazione e saranno seguiti sanitariamente. Grazie alla Scuola Calcio Karibuni Onlus-Genoa Cfc avranno anche insegnamenti supplementari che riguardano regole e nozioni fondamentali per la salute, la convivenza, l’educazione civica e il rispetto della vita e dell’essere umano. Molti loro coetanei a quell’età si avvicinano alla droga, alla microcriminalità e le loro sorelle alla prostituzione. Quanti piccoli miracoli può fare una maglia rossoblù, un pallone, il vostro aiuto, in Africa.

giovedì 5 agosto 2010

FREDDIE BECCIONI: LA BALLATA DEL SOGNATORE GENOANO


E’ il gioco più entusiasmante del mondo.
Perché io mi sono fatto il culo vero per arrivare dove sono arrivato, per diamine!
Anche se talvolta ho giocato, quello era lavoro, duro lavoro da piazzista prima, da scaltro uomo d’affari poi. Tutto per poter ambire a permettermi certi lussi.
Si può dire “lussi” al plurale? No? E ambire al singolare? Altrettanto?
E chissenefrega. Io lo posso dire.
Che poi io sono uno sano. A me le schifezze della coca, dei pasticchini portentosi non mi dicono niente. Il casino non mi da alcun brivido e a giocare in borsa ci pensano i miei broker. Pure le belle fighe mi stufano presto. Due botte, meglio se non capiscono l’italiano e non fanno tante domande, e ciao.
Ma quel gioco, quello mi appassiona e mi fa tornare bambino.
Lo so, mi costa tre o quattro miliardi all’anno. Ma cosa sono per me? Poca roba, per il mio hobby principale. E poi, lo vedi che pubblicità positiva mi porta? Tutti a parlare degli affari che faccio, tutti a ringraziarmi per tenere vivo il mercato, tutti a propormi di entrare in società negli acquisti. Gente che qualche anno fa solo a sentire nominare il mio nome gli si rizzavano i peli delle braccia…uno ad uno si sono dovuti ricredere. E’ bastato che quel burattinaio di Luciano venisse messo da parte, e ci ho pensato io.
Da quando siamo in serie A, ho assunto un’importanza sempre maggiore. Il primo anno sono entrato non dico in punta d’uccello, ma quasi. Bordeggiando, colpetti d’anca, strizzatine d’occhio. Qualche operazioncina coi giovani, la valorizzazione di Borriello…e vai con la prima estate divertente: le alleanze, le scommesse, le comproprietà…Milan, Inter, Juve già a trattare con me. Quel rincoglionito di Aurelio…cazzi suoi. Anche con Rossella non c’è feeling, è una donna… che vuoi pretendere. Ma gli altri, sono tutti pesci piccoli e grossi che verranno alla mia rete come un innocuo pallonetto a Scarpi.
E se l’anno scorso mi sono divertito, quest’estate ho fatto dei giochetti ancora più arditi!
Un mazzetto di svincolati, che uno mo’ non so neanche dove piazzarlo, un paio di prestiti come avevo fatto l’anno prima con Massimo, e qualche acquisto secco che se va male, come con Floccari, c’è sempre Claudione il laziale che me lo paga in tre anni, oppure la Turchia o la Spagna.
Anche quest’anno ne ho presi una decina e ne venderò altrettanti, non sapete che libidine. E intanto ci provo. Sì, perché ogni tanto bisogna anche pensare ai tifosi, eh? Non si dica che non ci penso… senza i tifosi una squadra di calcio non ha senso. E’ quasi come non avere il campo d’allenamento, il preparatore atletico, il magazziniere, l’addetto ai rapporti con l’arbitro. I tifosi sono una componente essenziale. Poi quando mi idolatrano, eh…non so se l’avete mai provato, anzi lo so, non l’avete provato mai…è una bella sensazione, sapete? Se ti idolatra il magazziniere è uno solo, e poi lo paghi tu. I tifosi, invece… a parte qualcuno… Comunque io ci provo, quest’anno do la chance a Gianpiero. Vediamo se è capace di andare in Champions League. Una bella scommessa, che pagherà con la sua conferma e la sua carriera. Male che vada, se lo prende Lotito.
Ah, quant’è bello il calciomercato…più bello del calcio!

YEOWN!!!
Ma guarda che cazzo di sogni deve fare uno che si è sbronzato per aver festeggiato l’acquisto di Rafinha. L’ennesima perla di un calciomercato che ci vede protagonisti assoluti. Mi sveglio con due panici contraddistinti: il vuoto nel letto (devo avere scoreggiato troppo, e anche una escort alla fine ne risente) e tutte le componenti inserite per lanciare l’ictus.
Il colpo Rafinha, però, meritava questo e di più. Mi sembra di sognare, e infatti ho sognato l’Altissimo, alle prese con un surreale soliloquio.
L’alcool me lo ha un po’ distorto, era un sogno vagamente livoroso, forse. O solo liquoroso.
Ma cercate di capirmi…questo Genoa è come la mia vita: godere al massimo del presente e rischiare di risvegliarsi con presentimenti di un futuro calante.
Cena: linguine al nero di seppia con pecorino siciliano, e giù due bottiglie di Angimbè Cusumano. Poi spigola all’acquapazza e un sorbetto di fragola e lime.
Se di fianco hai una spagnola di ventuno anni che si chiama Alahambra, viene anche più facile scolarsi a riporto una boccia di Zacapa col fondente al settantacinque per cento.
Io la vita me la so leccare come una patatina sorridente, questo l'avete già capito. Ma cosa penserebbero i miei sodali milanesi di un quarantacinquenne alle prese con i primi evidenti segni di pinguedine da cibo e alcool, che mentre ha di fronte una bella gnocca che ti parla con la esse di Belen e sniffa come Fernandinha, scrive sul tovagliolo la formazione dei suoi sogni: Eduardo, Chico Ranocchia Moretti, Rafinha, Veloso, Zuculini, Criscito, Palacio, Toni, Kharja. E allooooraaa! Mica male, no? Cazzi e contro cazzi, quando mai abbiamo avuto un Grifone del genere? Guarda che davvero se prendi un difensore destro coi contro cazzi e vendi Bocchetti (ma chi lo vuole, però…) e dai via Sculli (che mi spiace un po’ perché è uno che da l’anima, come se il Genoa fosse la sua ‘ndrangheta) prendendo un tornante bellobbello…qui ce la giochiamo anche per il secondo e terzo posto, sai?
Accontentiamoci, dai!
Certo, gli scudetti non si vincono d’estate…ma quest’anno si parte davvero alla grande.
Tutti, dico tutti, sono autorizzati a sognare. E i sogni mica li decidi tu, basta che sei autorizzato, che hai la tessera del sognatore, e vedi un po’ che ti arriva il palinsesto!
Fanculo. Ho mal di testa, prendo la chitarra e compongo la ballata del sogno grifone.

Sogneranno gli abbonati, gli schedati, gli associati, i tifosi addomesticati.
Gli adoratori, gli adulatori, gli speculatori e i vicecaporedattori.
Sogneranno i presenti, i dissidenti, i decodificati e i teledipendenti.
I prestanomi, i pretendenti, i preziosiani e presidenti.
Quelli finti e quelli ardenti e i George Clooney dei Ponenti.
I pierflavi livorosi, i lariani malmostosi, gli africani cespugliosi e i pessimisti misternosi.
Sogneranno i tortonesi, i dublinesi, gli avellinesi, i pier sospinti e i piè sospesi.
Gli zerbini, gli zarbani, i pro-Fini e i profani, gli sculati e gli sculliani,
I santeodori e santolcesi, i boccadassi e san fruttuosi.
I commossi, i timossi, gli ortodossi e i paradossi.
Gli ammalati, gli anestetizzati, gli anabolizzanti e gli adamolizzati.
Le marmotte e i marmorati.
Sogneranno a Castelletto, a Molinetto, sul muretto e con le birre del Pontetto.
Sogneranno tutti quelli meno bravi di Milanetto.
A Borgoratti e Borgo Pila, quelli in coda e quelli in fila.
In trasferta e sui pulmini, tra focacce e formaggini.
A Ponente e a Levante, da La Spezia fino al Po.
A Sampedenna meno, a Trasta proprio no.
Sogneranno torrentando, ruotolando, skuravando e militando.
Sognerà il pato sudamericano e il capellone nostrano, il parente laziale e l’assessore comunale.
Gli agnostici e i layotici, gli aruspici e i patetici.
I tattici e gli onofrici i tuttologi e i multisitici.
I vampiri, i crumiri, i fachiri e i mitici mashiri.
I sirianni e le sirene, le milizie e le milene.
Le giovani giovanne, le nonne e le angioline.
I pargoli e le bimbe, quelle ancora più piccine.
I gred i degio, le lauree e i laureandi.
I ruggeri, le paolette i comatosi e gli alessandri.
Sogneranno gli ingrifati, sogneranno i maniman, gli emigranti di caserta e i cauzisti de milàn.
Sogneremo a più non posso, sogneremo a testa in su, intellettuali innemesiti e ostricari rossi e blu.
I saltuari, i salterini, le bagasce e i bagarini.
I diffidenti, i diffidati, i ricchioni e i recchelini.
I guru, i megu, gli oldblocks, i new trolls e gli espanaporfavor.
Nelle zone di confine e sui siti di regime.
Baciapile, complottisti, mugugnoni e ballerine.
Sogneranno gli obesi, gli incompresi, i barbudos e i savonesi.
I pulcini, i cretini, i brenzini e gli zenicosini.
I tribuni della sera e gli ultras da tastiera.
La pasionaria, la cameriera, il drogato e la droghiera.
Gli scantamburli, i pizzighettoni, gli impellicciati e i carforosi,
I lumezzani, gli sciarpagialli, gli sciamani e gli sciacalli.
Sogneranno i leoni, i coglioni, i beccioni, i Tonii e i Toni.
Gli Stellini e gli stelloni.
Sognerà chi ha fatto sega, sognerà chi ha fatto fiasco e qualcuno griderà: “Chi non sogna è di Grugliasco!”.
Sogneranno (e come sempre sarà un sogno molto umano)
Tutti i cuori rossoblu volati nel Terzo Piano.
Faber, Edo, il Professore, Claudio, Picchia e il Capitano.
Un fratello e una sorella, la mamma e il papà che allo stadio ci portavano per mano.
Il migliore amico, il collega di lavoro, il nonno lo zio, un conoscente o il fidanzato.

Più di un secolo di storia, più di un secolo di cuori, più di un secolo di fede ce l’hanno insegnato.
Il Genoa è un sogno e, male che vada, ci risveglieremo lassù, di fianco a loro, ad urlare a perdifiato, a cantare a squarciagola. E quella stella, che ci è sempre apparsa solo in sogno, sarà lì, dentro di noi.
E come noi, non sarà mai sola.

lunedì 2 agosto 2010

IMMONDANITA'


Con uno sforzo immane della Municipalità, Malindi è stata appena ripulita dalla spazzatura e dai rimasugli della fangosa stagione delle piogge, per il vero una delle meno acquose degli ultimi anni. Lo sforzo è stato quello di resistere alla tentazione di mettersi in tasca buona parte dei 70 mila euro che il Governo di Nairobi ha dato al Comune per fare piazza e strade pulite.
In questa cornice provvisoriamente linda, in attesa che arabi e indiani facciano il loro per ripristinare il loro amato equilibrio biologico da fosse, arrivano gli italiani. Mandrie di bufalotti bianchicci e ossa femminili vaporose, siliconate e sculettanti tentano di svettare, senza mischiarsi né confondersi, con la già vasta gamma di fauna locale. Curiosamente certe signore imitano i leporismi delle labbra africane e lavorano sui davanzali per la rabbia di non poter competere con i retrotreni. Sono chiassosi, lunatici, per nulla denuclearizzati dalle tossine italiche, dallo stress delle scissioni finiane. I meglio sembrano essere i ragazzini della generazione YZW, ai quali l'Africa deve far bene, perchè non si vedono gameboy in spiaggia e ancora non hanno inventato il chupito, lo chiamano semplicemente "single" or "double". Schifati i bimbi bevono una cocacola, certezza secolare a cui il dominio multinazionale è riuscito a non cambiare mai il nome. Dei genitori che dire: coppie scoppiate che si dividono il compito di onorare il meltin' pot (un ristorante con servizietti in camera presto aprirà in centro con questo nome), pensionati austeri solo quando c'è da pagare la manovalanza, turistelli timidi accerchiati da branchi di beach-boys. Il solito via vai ovunque ci sia cemento e, dietro l'angolo tra la meraviglia e la vera povertà, come sempre, nessuno. Nascosti anche i vip, tra beauty farm e percorsi obbligati safari-natanti-resort esclusivi. Presenti, nei luoghi che contano (Casino in primis) i semivip, sempre troppo indignati di non essere abbastanza conosciuti e indignati. Premio di un milione di scellini al primo croupier di colore che riconoscerà, chiamandolo per nome e cognome, un tronista di "Buona Domenica". Di fronte a tanta eleganza e a tanto sfoggio dell'essere umano, in questa prima botta di invasione agostana, il cielo da due giorni si è messo a piangere. Speriamo se ne faccia una ragione. Noi che eravamo come le lucciole, oggi siamo baobab e osserviamo immobili. Nulla ci scalfigge più, tutto è materiale da racconti e fucina di aggettivi. Oggi, ad esempio, viene spontaneo coniare il neologismo "Immondanità".

venerdì 30 luglio 2010

RE-FERENDUM

Il 4 agosto in Kenya si vota per approvare o meno la nuova costituzione. Sostanziali cambiamenti con quella redatta dai padri della patria con l'aiuto degli inglesi non ce ne sono, però viene ammodernata, si salta un po' di burocrazia, si concede meno potere al presidente monarca e più al parlamento, compreso quello di alzarsi gli stipendi che sono già tra i più elevati del mondo, si favoriscono le autonomie (sulla costa i mussulmani) e si fanno cadere certi tabù di santa madre chiesa. Insomma ci sono molte delle ricette che piacerebbero anche alla maggioranza degli italiani, se la maggioranza è ancora quella che ha votato per Gasparri, Scajola, Verdini, Dell'Utri, Calderoli, Capezzone. Nel terzo mondo, tra mille difficoltà e ancestrali freni a mano, ce la fanno. Ma qui è più facile: la stampa non è di sinistra e non ci sono le intercettazioni!

martedì 27 luglio 2010

I NOSTRI RAGAZZI


Chissà dove ci porterà questo progetto meraviglioso, che coniuga l'attenzione al sociale che qui in Kenya è un'urgenza dell'anima (chi, vivendo qui, può riuscire ad evitare di fare nel suo piccolo qualcosa per i giovani, spesso innocenti vittime di una condizione ancestrale) e lo sport più popolare del mondo e più amato dai bambini. La Kenya Football Academy cresce ed il merito va in primis a un mezzo doriano come Riccardo Botta, il deus ex machina. Con Karibuni Onlus e anche grazie al Genoa abbiamo creato la scuola calcio legata a doppio filo alla scuola e ai risultati scolastici (sabato 7 la presentazione ufficiale dei 22 selezionati) e adesso si pensa anche al Senior Team. Sport + Educazione. E intanto più di 40 giovanissimi sono stati tolti dalla strada e vedranno il loro futuro da un gradino un po' più alto della loro terra splendida ma controversa e povera.
E noi si va avanti! Eccome se si va avanti!

sabato 24 luglio 2010

BECCIONI IN: "ZUCULIIIN ZUCULIIIN, VIVA ZUCULIN!"


Non è una turbolenza, né il rantolo nasale di un enorme turista belga o tantomeno il malvagio spezzatino al curry della cena a bordo. A svegliarmi di soprassalto, con rivoli di sudore raggelati dall’aria condizionata del boeing, è un pensiero terrificante: vuoi vedere che Preziosi e De Laurentiis hanno litigato e non fanno più il film sui Gormiti?
Che il produttore avesse il quoziente intellettivo di Carparelli l’avevo capito già quando propose la serie A sul modello del football americano, senza retrocessioni. E io mi dovrei puppare le rumente in A tutta la vita? Ora attendo il comunicato ufficiale dell’acquisto di Franco Zuculini, che sicuramente non possiamo mandare in prestito altrove perché è già in prestito da noi, come Destro, Ranocchia e altri sei o sette di cui non posso fare il nome.
De Laurentiis è un pozzo d’intelligenza, ma perché lasciarsi andare a una dichiarazione come quella che ho letto appena prima di prendere il volo?
“Non partecipo all’asta con un presidente di una squadra che vuole Zuculini solo per toglierlo al Napoli”. Forse perché ritiene che lo stesso presidente abbia dato Floccari alla Lazio e il Papa al Milan solo per toglierli al Genoa? Io sti miliardari non li capisco. Fossi in loro mi comprerei una squadra di Lega Pro che fa 200 abbonati a stagione, che mi diverto di più. Compro tutti fenomeni, poi alle ultime giornate mi vendo le partite e rimango in serie C. Tanto nessuno mi contesta e se contestano sono in duecento…quanti cagacazzo volete ci siano oggigiorno tra duecento cristiani? Cinque? O li blandisco, o li compro o li mando affanculo e me ne frego.
Ma i tycoon del calcio oltre che essere ultimiuomini sono primedonne, vogliono il palcoscenico…sapessero almeno cantare o al limite muovere le anche. Scriverei qualcosa per loro. Invece me la canto: “Jamme Jamme Jamme ‘ncoppa Ja, Zucuculì Zucuculà, Zucuculì Zucuculà…”
Ballo sulla poltrona della business class ed esulto, perché a me De Laurentiis sta parecchio sui coglioni! Bravo Enrico, soffiagli il talento argentino e speriamo di riuscire a strappare anche un buon prezzo per il diritto di riscatto della comproprietà a fine stagione, pratica che il produttore, abituato alle battute dei Vanzina, ancora non riesce a capire.
Un altro quesito che mi attanaglia, mentre sorvoliamo la Libia come un Mig d’altri tempi, è: ma i Vanzina nella vita di tutti i giorni, saranno idioti come le battute dei loro film o sono invece fini intellettuali convinti che la gente preferisca la merda? Nella seconda ipotesi, come mai in Italia tutti quelli che vanno avanti con questa certezza hanno successo? Per dire, ora tutti a osannare Checco Zalone. A me sta sul cazzo pure lui, ricicla battute di trent’anni fa col vestito nuovo. E vai di milioni. E noi qui a preoccuparci delle esternazioni di Prez & Gasp.
Sto mondo mi fa sempre più schifo anche guardandolo di sbieco. Per fortuna ci sono le donne, il buon rum, ma anche il whisky la vodka e il cognac. Sì, vabbè, lo champagne. E il cibo, per carità, quasi tutto il cibo. Ok. Più che il mondo intendevo gli esseri umani va bene?
Arrivo a Fiumicino che sono le 23. Una bella escursione, non c’è che dire.
Dai 3 gradi di Jo’Burg ai 43 di Roma è stato come passare da Kate Moss in astinenza a Beyoncé sbronza.
Per fortuna ad attendermi c’è una bottiglia piramidale di J.Bally 12 anos, in pieno petto di Katherine, quasi a formare una scultura delle Isole di Pasqua con le due zinne. Kathrin è una finta bionda austriaca che, oltre a pompe galattiche che nemmeno alla Erg, guida il mio Suv con frigobar come Jakko Nieminen, che è un tennista ma essendo finlandese sicuramente mastica anche di rally. Lei mastica una daygum e tira una grammata con una sola narice. De André sarebbe allibito, altro che miele e cera.
Si parte dritti dritti per Neustift, questo è il programma. A tale scopo l’ho fatta arrivare da Milano, via Innsbruck. Anche perché ho visto troppo tardi la foto di Anita Pittaluga.
Katherine è una fata, talmente rigogliosa e dolce che sono convinto che se riesce a baciare Ranocchia, di colpo si trasformerà in Milito. Poi sono problemi del Gasp a farlo giocare davanti in coppia con Toni. L’ho conosciuta mesi fa a una festa di DJ OTZI che, se non sapete chi è, sono provvisoriamente cazzi vostri, perché pure in Sudafrica hanno ballato la sua “Hey Baby”.
Ma anche chi l’avesse sentita, di certo non sa che la mamma di DJ OTZI era di Neustift Im Stubaital (che secondo me significa “non sniffare su in baita” ahaha me la rido da solo ma non riesco a tradurre la mia simpatia come vorrei a Katherine) e il papà si chiamava Anton ed era tirolese, faceva il dj anche lui ed è morto giovane. Comunque, grazie a Gerhard detto Otzi, il Dj più famoso d’Austria, ho una bella figa di fianco, diciamo in prestito oneroso, e una casetta da utilizzare a Neustift.
Prima dell’alba siamo già sull’autostrada del Brennero. Mentre superiamo l’uscita di Rovereto, vedo una Fiat Brava sfilare in direzione opposta. A parte la bruttezza della macchina, pari quasi all’istinto omosessuale che suscita in me l’efebico Andrea Agnelli, noto un bandierone rossoblu sventolare fuori dal finestrino. Ma che stracazzo fate? Tornate già dal ritiro? Dite la verità, è perché avete scoperto che Fatic è ancora al centro Riattiva di Lavagna? O speravate di vedere Destro? Arriva, arriva Mattia. E’ già il mio idolo, il ragazzino. Me lo sento che lo rimpiangeremo come El Principe. Tutti si aspettano Lucattoni…e invece! Vedrete se non ho ragione. Intanto è arrivato Chico. E’ il primo di 4 grandissimi acquisti che ci faranno divertire un casino. Nei prossimi giorni sono attesi Groucho, Harpo, Zeppo e Gummo. Solo la tristezza di Veloso che non giocherà in Europa potrebbe fare da diga foranea alla loro verve.
Il J.Bailly è già finito. E si vede. Un litro cinquecento chilometri, consumo dignitosissimo.
Urge uno stop, anche perché io ho dormito un po’ ma Katherine ha bisogno di certe batterie di cui solo io posso fornirla, ehehe.
Ci fermiamo in autogrill, mi connetto wireless che è un servizio che danno gratis e infatti fa cagare come un Camogli bruciacchiato fuori ma ancora gelido e mucoso dentro.
Leggo il Secolo XIX e c’è ancora sto cazzo di test di Proust ai giocatori. Ma avete rotto la minchia! O forse sono lontano da certe logiche…c’è qualcuno che se li colleziona tutti? Li compara?
Va a vedere se gli attaccanti amano più i film d’azione e la difesa quelli grotteschi? Se Eduardo sarà mago? Se Palladino ha apprezzato Gomorra come Borriello o se il sogno ricorrente di Palacio è essere un puledro che corre libero nella pampa senza nessun gaucho del cazzo che gli chiede ogni cinque minuti di tornare? Ma vogliamo pensare ai test di Cooper o ai test di cazzo che affollano l’Ataquark insieme ad Atapiero Angela? Mi toccherà invocare di nuovo Atahualpa.
Già sento il ronzio di Pierflavio nelle orecchie…mi dirà che col Gasp Zuculini non avrà spazio, che non è all’altezza di Milanetto, che tanto se è forte passerà all’Inter già a gennaio come Ranocchia…mi fanno impazzire questi pessimisti che pensano calcio come Sebastiao Lazaroni e che sparano quindici nomi per volta ricopiati dalla playstation per poterne azzeccare uno e dire “Hai visto? Che ti avevo detto?”. Quasi meglio il questionario di Alain Proust, uno che anche se ormai ha i suoi anni forse guida meglio di Katherine.
Mentre la mia bella austriaca si fa un pisolo che prelude secondo me a un servizietto al risveglio, compilo in fretta e furia il mio Proust.
Eccolo!

Il tratto principale del mio carattere
TRATTO PEN (E)
La qualità che desidero in un uomo
LA DIPENDENZA
La qualità che preferisco in una donna
I SALDI
Quel che apprezzo di più nei miei amici
I SOLDI
Il mio principale difetto
LA STIPSI
La mia occupazione preferita
OBBLIGARE GLI ALTRI AD OCCUPARSI DI ME
Il mio sogno di felicità
DISTILLARE RUM
Quel che vorrei essere
ANGUILLA
Il Paese dove vorrei vivere
ANGUILLA
La partita di calcio che mi ha emozionato di più
GENOA-CHIEVO 2-2
Il libro preferito
”L’UOMO DEL FIUME”
La canzone preferita
”PAURA DI AUTOSOFFOCARSI CON LE CALZE DI SVETLANA” di F. Beccioni, ma anche WHILE MY GUITAR GENTLY WEEPS di George Harrison non è male
Il film preferito
TRAILERS O FILM PORNO ma anche “L’UOMO CHE USCIVA LA GENTE”
L'idolo sportivo da ragazzo
ENRICO VANO
L'idolo sportivo adesso
MATTIA DESTRO
Il mio eroe nella vita reale
DUPRE’ BARBANCOURT
Quello che detesto più di tutto
QUALSIASI CERCHIO SU SFONDO BLU
Il dono di natura che mi piacerebbe avere
LA COSTANZA DI ROCCO SIFFREDI
Come vorrei morire
DI UN MALE LENTO, ALMENO TRE ANNI, PER GODERMI LA COMPASSIONE ALTRUI
Stato attuale del mio animo
NELL PARTE SINISTRA DELLA SODDISFAZIONE
Le colpe che mi ispirano maggiore indulgenza
NON TORNARE NELLA PROPRIA METACAMPO
Il mio motto
SE NON HAI DI MEGLIO DA FARE, FAI A TE STESSO CIO’ CHE VORRESTI TI FACESSE L’OPINIONE PUBBLICA (una sega)

Kathrine si risveglia. Ho una cassa di birra austroungarica e sei Camogli per la colazione.
L’importante è non scoreggiare già mentre me lo succhia.
Volgare? Che volete, sono figlio di questi tempi. Tempi di troie.
Neustift, Grifone, Rudolf, Caneo…sto arrivando!!!
Noi gridiamo in coro evviva evviva urrà sì si…Zuculiiin, Zuculiiin, viva Zuculin!