lunedì 27 luglio 2009

SETTANTA SOTTANTI (dedicata a Eugenio, il babbo)



Settantanni all’insegna del “che me ne fotte”
Settantanni di avventure crude e pure cotte
Settantanni di palle e automobili rotte
Settantanni pieni di mignotte

Settantanni e arrivarci sulle proprie gambe
Con la terza sempre pronta sotto le mutande
Settantanni di sogni e idee anche strambe
Settantanni a pensar cosa farai da grande

Settantanni e volerli vivere di fretta
Aspirando il fumo di un’altra sigaretta
Basta che il cervello di mulinar non smetta
Che c’è già la voce che balbetta

Settantanni a godere e dilapidar fortune
A contar le stelle promettendosi le lune
Chiedendo solo e sempre a chi tira la fune
Dall’ignoranza e dalla stupidità di rimanere immune

Settantanni a depistare e raggirare dio
Ebreo, cristiano islamico ma sempre e solo “io”
Per dire a tutti, col ghigno di un sarcasmo mai restio
Andate a prendervelo…là dove ho sempre messo il mio!

Nessun commento: