domenica 4 gennaio 2009

RECENSIONE: AMPARANOIA "ENCHILAO"


A vederla dal vivo, Amparo Sanchez sembra la copia Sivigliana di Ani Di Franco e invece è una Manu Chao al femminile. Arriva il disco della maturità per la ragazza e il suo gruppo Amparanoia, partito anni fa dalla salsa e dal reggae per approdare attraverso il bel secondo album “Feras” all’hip-hop e al son cubano e giungere infine alla sublimazione con un disco che è fatto soprattutto di canzoni latino-occitane (e non solo di espedienti e ammicchi come il Chao più recente).
Testi eccellenti e musica languida della ragazza spagnola con origini messicane. Si sente l’ispirazione proletaria di gruppi d’oltreoceano come i Los De Abajo, sparisce d’incanto ogni tentazione ballerina al sapore di funky e ska e spunta, tra l’esperanto mediterraneo, anche una canzone in simil-italiano. Ora Amparo gioca a fare la cantautrice ispirata e il piacevole risultato si chiama “Enchilao”. Si parte con “Dolor, dolor” che fa il verso alla canzone popolare ispanica per poi appoggiarsi su accordi morbidi e sfuggire a richiami banali. Ricalca gli stessi temi “Si fuera”, mentre già con “Dile” la chitarrista e autrice guarda al Maghreb e ai ghirigori flamenchi, amore e impegno civile si mescolano in testi ora sofferti e malinconici, ora improvvisamente gioiosi e liberatori. Il reggae degli esordi fa capolino in “Camaleon”, ma è un cupo richiamo al minimalismo del cantore clandestino, (la contaminazione è nella “part two” e nel dub “Ragga3mil”), evocato soprattutto nella title-track. L’interpretazione di Amparo è lucida e non concede nulla alle macchiette conosciute, non un birignao, non una furberia mutuata dal più celebre menestrello di Barcellona. Spunta una tromba nella rude “Iluminando”, melodie d’altri tempi (“Don’t leave me now” è soave con il chitarrino vintage, “Dos Gardenias” è una cover ispirata e rumbera) e due concessioni turistiche: un balcanismo in levare (“Balkan postal) alla Bregovic e un trip-hop alla maniera di Meg dei 99 Posse cantato in un improbabile italiano (sincero, pericolosso, sinestra…). Se non proprio Siviglia, meglio l’America Latina, Amparo.

Alfredo del Curatolo

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